Vacanze Romane

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1972merlino
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Vacanze Romane

Messaggio da 1972merlino » lunedì 8 ottobre 2018, 14:54

Salve a tutti , un piccolo reportage fotografico di alcuni orologi Romani che ho ripreso durante la mia gita questo fine settimana.
La meridiana è situata nella chiesa in alto alla scalinata di Piazza di Spagna
i 2 orologi ,un po sfocati, sono all'interno della Basilica di S.Pietro
credo che uno indichi le ore e sul quadrante ci sono 12 numeri e 1 sola lancetta e nel secondo i minuti che vanno da 1 a 6 con una sola lancetta.
correggetemi se sbaglio.
l'orologio del campanile è situato vicino a Piazza Navona, di preciso nella Piazza dell'Orologio ,appunto.
Saluti Antonio
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sobas66
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Re: Vacanze Romane

Messaggio da sobas66 » lunedì 8 ottobre 2018, 17:35

merlino1972 ha scritto:credo che uno indichi le ore e sul quadrante ci sono 12 numeri e 1 sola lancetta e nel secondo i minuti che vanno da 1 a 6 con una sola lancetta.
correggetemi se sbaglio.
<<ZZ<< :-D
Ti correggo !

Prima di tutto iniziamo con il dire che questi orologi non riportano la tradizionale suddivisione del tempo in XII ore, ma in VI.
Sono orologi solari, che indicavano, al suono delle campane, le antiche Ore Italiche adottate, a Roma, dalla Chiesa verso la fine del XIII secolo.
Queste Ore venivano scandite considerando l’inizio della misurazione del tempo dall’Avemaria della sera, poco dopo il tramonto, e non più dalla mezzanotte, come era consuetudine.
Erano quindi necessari quattro giri completi della lancetta per arrivare a segnare le 24 ore, suddividendo così la giornata in quattro intervalli dal 6 ore ciascuno.
Per garantire una migliore comprensione dell’ora, era anche prevista la cosiddetta ribotta: dopo circa un minuto, si ripeteva lo stesso numero di rintocchi per rendere così comprensibile l’ora anche per i più distratti.
Successivamente, ci fu l’invasione delle truppe napoleoniche nel territorio italiano che portò all’introduzione delle ore dette Oltramontane o alla Francese, in cui la giornata iniziava con la mezzanotte ed era divisa in due intervalli di dodici ore.
Questo tipo di conteggio del tempo, in breve, venne adottato in tutta Europa.
Lo stato pontificio, una volta allontanati i francesi, tentò di ripristinare l’antica misurazione del tempo, secondo le Ore Italiche, ma fu costretto a rinunciarvi, adottando a sua volta quello che era ormai divenuto un metodo di conteggio universale.Avete mai fatto caso ai due orologi che si trovano sulla facciata della Basilica di San Pietro in Vaticano? Essi indicano apparentemente due orari diversi, pur indicando la stessa ora del giorno!

Quello che cambia è il metodo di misurazione.

Per farti un esempio avrai visto i due orologi uguali di fronte alla Basilica di San Pietro
bas.png
bas.png (107.26 KiB) Visto 1013 volte
Entrambi gli orologi sono stati realizzati nel 1785 da Giuseppe Valadier, architetto, orafo e argentiere italiano. Guardando la Basilica, l’orologio a sinistra, detto Oltremontano, indica l’ora che tutti noi conosciamo, del cosiddetto metodo francese introdotto in Italia nel 1789 e suddiviso in 24 ore. Invece l’orologio di destra è dotato di un’unica lancetta che attraversa diagonalmente l’intero quadrante (per intenderci, come se fossero le 6.00 oppure le 9.15) che indica l’ora italica, sistema di grandissima diffusione in Italia fino al 1797. Questo sistema inizia il conteggio al tramonto d’ogni giorno, e il compimento della ventiquattresima ora si situa al tramonto successivo. Col tramonto finiva un giorno e ne iniziava un altro, la notte apparteneva interamente al giorno successivo. Il sistema orario a ore italiche nella vita quotidiana dei tempi aveva il vantaggio e la comodità di far conoscere immediatamente quante ore di luce rimanevano ancora a disposizione facendo la semplice sottrazione a 24 dall’ora indicata dall’orologio.

La letteratura richiama spesso l’uso delle ore italiche: citiamo per tutti il Manzoni, bene attento agli usi e costumi dell’epoca nella quale si articolano le vicende dei “Promessi Sposi”. Al capitolo XVII a proposito della fuga di Renzo e il suo riposo notturno presso la riva dell’Adda si legge “Quando finalmente quel martello (l’orologio di Trezzo) ebbe battuto undici tocchi, che era l’ora designata da Renzo per levarsi” cioè undici ore dopo il tramonto corrispondenti all’incirca alle moderne ore cinque e mezzo del mattino dopo.

Tutto chiaro? <***>

Ciao
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Re: Vacanze Romane

Messaggio da carlo » lunedì 8 ottobre 2018, 19:05

Veramente interessante e molto utile per rinfrescare concetti che conoscevo, ma con il tempo.... ""==""

Cordialità.
Carlo
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Re: Vacanze Romane

Messaggio da 1972merlino » lunedì 8 ottobre 2018, 21:34

Interessante , e visto che siamo in vena di citazioni io aggiungerei
"In quell'ora fra vespero e nona, in cui non ne va in volta femmina buona"
Tratto da La Lupa di Verga tradotto

tra la nona ora e il vespero , nelle ore dedicate alla preghiera, nessuna donna morigerata esce di casa

Erano in vigore ancora le ore italiche
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Re: Vacanze Romane

Messaggio da Gia » venerdì 12 ottobre 2018, 11:05

1972merlino ha scritto:
lunedì 8 ottobre 2018, 21:34
Interessante , e visto che siamo in vena di citazioni io aggiungerei
"In quell'ora fra vespero e nona, in cui non ne va in volta femmina buona"
Tratto da La Lupa di Verga tradotto

tra la nona ora e il vespero , nelle ore dedicate alla preghiera, nessuna donna morigerata esce di casa
Io aggiungerei: "anche perchè cadrebbe nelle buche"

Ed io che pensavo che le buche enormi, esistano solo a Torino
Saluti

Giuseppe

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Re: Vacanze Romane

Messaggio da toni » lunedì 15 ottobre 2018, 9:04

Le ore italiche iniziavano a computarsi mezzora dopo il tramonto,al termine del crepuscolo, quando iniziava l'oscurità della notte. Altri proverbi siciliani ricordano il vecchio computo:
-a un'ura ri notti, u sacristanu attanga li porti
-a dui uri ri notti, si 'nchiuinu li porti
-a un ura ri notti, paci a li vivi e requiem alli morti
-a ura di vespiru e nona, un camina omu nè fimmina bona
- quannu a tri uri sonano li campani, pi li strati si virinu i buttani.
cordiali saluti
Toni

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Re: Vacanze Romane

Messaggio da carlo » lunedì 15 ottobre 2018, 18:57

Ho dovuto rivedere un paio di volte la mia traduzione dal dialetto trinacrio...ma alla fine la filastrocca l'ho trovata veramente simpatica.... :lol: :lol:

Cordialità. :lol:
Carlo
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Re: Vacanze Romane

Messaggio da toni » martedì 16 ottobre 2018, 8:00

Sorry <_<_ ,avrei dovuto aggiungere la traduzione dalla lingua siciliana. Uso il termine lingua e non dialetto, perchè di lingua trattasi, con sintassi, semantica e fonetica proprie. Esattamente come lo splendido napoletano, il sardo, il veneto e tutti gli idiomi che ancora si parlano nelle diverse regioni. Si dovrebbero tutti studiare alle scuole dell'obbligo, prima che l'omologazione catodica li cancelli definitivamente.
Cordialità
Toni

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