Orologi italiani

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sobas66
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Orologi italiani

Messaggio da sobas66 » martedì 27 novembre 2007, 11:19

Mi è piaciuto e lo sfoglio frequentemente.

Orologi italiani di Antonio Simoni

Se volete posto alcune notizie interessanti.... :D

Ciao Daniele

pendolum
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Messaggio da pendolum » mercoledì 28 novembre 2007, 22:26

Magari! :)
Puoi darci qualche info del tipo:

indice, numero pagine, prezzo, n. foto, ecc

Grazie

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sobas66
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Messaggio da sobas66 » domenica 2 dicembre 2007, 9:40

Antonio Simoni
Orologi italiani dal cinquecento all’ottocento
Editore Antonio vallardi editore

150 pagine una sessantina di immagini...

Il prezzo non lo so anche perchè non credo si trovi in giro... :?
Io l'ho trovato in una biblioteca quì vicino.
Comunque con il prestito interbibliotecario lo potrai reperire anche tu.

A questo proposito vi vorrei far leggere, visto che abbiamo appena sentito il Begnini recitare Dante, un capitolo che casca a "fagiolo"! :D


Allo svegliatore accudiva il preposto e naturalmente con estrema delicatezza, si dovrebbe anzi dire con amore, data la esilissima struttura del congegno che non è l’ultima causa se nessuno o quasi di questi suggestivi strumenti ha potuto arrivare al tempo nostro. Al momento in cui lo svegliatore scoccava, il preposto doveva accorrere per rimontare la carica del mulinello del suono ed incoccare per la chiamata successiva. Data l’esile voce della campanella, questa non poteva essere udita che da chi vigilava appresso: il segnale alla comunità veniva naturalmente comunicato con altro mezzo o alla voce.
L’aver potuto materialmente rendersi conto, nei minuti particolari, delle caratteristiche strutturali dello svegliatore e del modo di governarlo ha reso possibile, come si vedrà in seguito. la soluzione del suggestivo problema di quali veramente siano state le funzioni che l’orologio venne chiamato ad assolvere nel Medioevo. A questo proposito si dovrà ancora dir qualcosa delle sensazioni e reazioni che il ritrovato ebbe a suscitare e dei riflessi che ebbe nella letteratura.

Due similitudini dantesche si riferiscono all’orologio, quella del X Canto del Paradiso allo svegliatore in particolare:

Indi come orologio che ne chiami
Nell’ora che la sposa di Dio surge
A mattinar lo sposo, perché l’ami,
Che l’una parte e l’altra tira ed urge
Tin fin sonando con si dolce nota

La sposa di Dio, la Chiesa, sorge nei suoi militanti per cantare le Laudi di mattutino, chiamati dall’orologio nel quale l’una parte tira (il peso per via della funicella) e l’altra preme (sono cioè i denti della ruota del mulinello che agiscono sulle pale dell’asta del martelletto)

tin tin sonando con si dolce nota

Non era certo possibile, in cosi breve spazio, descrivere con maggior efficacia lo svegliatore in azione.

Non certo meno efficace l’altra, pure nel Paradiso, al XXIV Canto:

E come cerchi in tempra d’oriuoli
Si giran si che ‘l primo a chi pon mente
Quieto pare, e l’ultimo che voli

Dante si dimostra colpito, come ne fu colpito tutto il mondo umanistico, dallo straordinario effetto del vedere la prima ruota apparentemente immobile mentre l’ultima si muove agilissima.
Le similitudini dantesche hanno valore cronologico e grandissimo. E’fuori questione che si riferiscono specificamente agli orologi a ruote e, se agli albori del Trecento si potè fare di essi oggetto di similitudini, vuol dire che si trattava già allora di cosa universalmente nota. Universalmente, in tutto il significato della parola: Dante è popolarissimo e, in queste cose almeno, non è che voglia esser inteso solo dai dotti. Quindi, dovendosi anche tener conto del fatto che a quei tempi un ritrovato non poteva diffondersi rapidamente, ne consegue che gli orologi a ruote dovevano aver cominciato ad entrare nell’uso ormai da qualche decennio e la loro comparsa, come innanzi già si è prospettato, deve farsi risalire a non dopo il principio del Duecento, e probabilmente ancor prima.
Un esemplare di grande importanza, che rappresenta l’anello di giunzione tra il tipo primordiale e questi ultimi è riprodotto alla pagina 71.

Immagine

E’ fatto per essere agganciato al muro ed è di piccole dimensioni: misura in tutto 27 centime¬tri di altezza. Ha il telaio e la mostra di ferro, ma la ruota oraria è ancora d’ottone. Ha novantadue denti e le ventiquattro ore sono iscritte al solito modo (leggibili dalla periferia), non sono più gotiche, ma, come nei più antichi esemplari, sono operate a punzone. Indice in basso che segna al passaggio e che serve per operare lo svincolo, nel vecchio modo. Movimento di tre ruote:
Maestra di quarantotto denti, Guida pure di quarantotto con pignone di sei ali e ruota Caterina di ventuno con pignone di sei: rapporto classico, annotato anche dal Della Volpaia. La bella traversa, o bilancia del tempo come la dice il Capriglia, è di centimetri 20,5 ed ha ventidue tacche per lato, alternate di diversa profondità per facilitare lo spostamento dei pesetti in simmetria. Dà 2688 vibrazioni, ossia mezze volte, in un ora.
Il mulinello del suono, a sezione ottogona, è piazzato nella parte inferiore del telaio. La campanella è basculante: disposizione riscontrata in una delle tarsie italiane. Di semplice fattura e pura altamente suggestivo, questo esemplare, straordinariamente ben conservato, è unico nel suo genere e di valore inestimabile.
.


Che ve ne pare? :D

Ciao Daniele
P.S. Spero di non avervi annoiato

pendolum
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Messaggio da pendolum » domenica 2 dicembre 2007, 10:07

Interessante! :shock:

Deve essere davvero un bel libro.

Il prezzo ve lo dico io: si trova ancora qualche copia a 60 o 71,50 euro +spedizione.

:wink: :wink:

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