Orologio con scapp. coup perdu e remontoir (terminato)

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guidomaria
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Re: nuovo progetto

Messaggio da guidomaria » sabato 22 ottobre 2016, 15:08

Ultimamente frequento poco la rete, ma seguo con passione le vicende di questo orologio. LA ricomparsa della catena a palline è stata un autentico colpo di scena, ma credo che la fune sia complessivamente più favorevole. :-D

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carlo
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Re: Orologio con scappamento coup perdu e remontoir

Messaggio da carlo » venerdì 25 novembre 2016, 9:42

Terminato!!!!

Dopo un pomeriggio a tagliar viti per sostituirle a quelle "di servizio" finalmente ho completato anche questo orologio.
Devo ora solo verificare quale sia la durata della sua carica...ma dati i precedenti sono immensamente felice che esso funzioni regolarmente.

Qua di seguito, per il piacere di chi pazientemente ha seguito il mio lavoro, dandomi anche dei consigli, alcune fotografie ed anche un breve filmato.

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qua di seguito un breve filmato con il quale si può anche apprezzare la rapidità di riavvolgimento del cavo che sostiene il peso motore ( la cui risalita avviene ogni 60 secondi ed è di circa 1 mm)



ad un primo e rapido controllo anche la capacità di tenuta del tempo non sembra essere delle peggiori (ciascuna lettura- che va mano a mano ad affinarsi- dello strumento corrisponde ad una media fra 10 oscillazioni)



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Re: Orologio con scappamento coup perdu e remontoir (termina

Messaggio da Guido » venerdì 25 novembre 2016, 18:33

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capolavoro!non ho altre parole!
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Re: Orologio con scapp. coup perdu e remontoir (terminato)

Messaggio da carlo » venerdì 25 novembre 2016, 20:25

""=="" ""==""

dimenticavo la foto più importante ""=="" :lol: :lol: :lol:

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Re: Orologio con scapp. coup perdu e remontoir (terminato)

Messaggio da Gia » sabato 26 novembre 2016, 10:26

Come al solito stupendo;
ancora complimenti per quest'ennesima complicata realizzazione che ti fa onore.
Saluti

Giuseppe

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Re: Orologio con scapp. coup perdu e remontoir (terminato)

Messaggio da toni » sabato 26 novembre 2016, 10:54

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Re: Orologio con scapp. coup perdu e remontoir (terminato)

Messaggio da pendolum » sabato 26 novembre 2016, 14:03

Visto che Carlo ama più le critiche che i complimenti :lol: mi azzardo a chiedere una informazione sulla forchetta di questo scappamento.

Non sarebbe stato più efficiente lo scappamento se la forchetta mossa dal pendolo (e che gli fornisce l'impulso necessario a compensare le sue perdite di energia) fosse stata più lunga?

Normalmente, mi sembra di aver letto, che la forchetta dovrebbe intercettare l'asta del pendolo tra metà e 2/3 della sua lunghezza. Teoricamente il massimo dell'efficienza dovrebbe aversi se la forchetta agisse sul centro di massa del pendolo, ma visto che questo è impraticabile di solito si cerca di avvicinarsi alla massa del pendolo.

Ovviamente è solo una fisima. Normalmente lo scappamento non risente più di tanto del fatto che l'impulso sia fornito in posizioni più lontane dalla massa. Ma è un po' come se si desse la spinta all'altalena spingendo a metà delle catene anziché spingere sulla schiena di chi ci è seduto sopra.

Comunque.....

Ma magari mi sto sbagliando e tu hai fatto altre considerazioni.

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Re: Orologio con scapp. coup perdu e remontoir (terminato)

Messaggio da carlo » sabato 26 novembre 2016, 19:23

Ringrazio chi mi ha fatto i complimenti e chi ha avanzato dubbi.

Non ricordo di aver mai trovato nei miei libri dedicati all'orologeria niente di preciso circa la lunghezza della forchetta in relazione di quella dell'asta del pendolo.

Massimo, da un punto di vista squisitamente meccanico , quello che sostieni tu è inoppugnabile, ma mi sembra di ricordare di aver letto da qualche parte che la lunghezza della forchetta non dovrebbe mai superare 1/3 della lunghezza dell'asta.

Come al solito, penso che la cosa migliore sia rifarsi ( anche se il Rawlings al proposito pare essere scettico) a chi ha avuto esperienze più ragguardevoli delle nostre e , a ben pensarci, quasi tutti i regolatore che hanno il pendolo da 1 metro (circa) non hanno mai la forchetta che supera ( a dir tanto) i 20-25 cm. di lunghezza....che corrisponde a circa 1/4 della lunghezza dell'asta.

Forse una delle ragioni potrebbe risiedere nel fatto che una forchetta troppo grande finirebbe con l'essere essa stessa un pendolo con tutti i guai che ne deriverebbero ad un "sistema scappamento" che ha solidale all'ancoretta una forchetta con una massa consistente ( come ho appena detto assimilabile addirittura ad un pendolo).

Forse questa è una delle ragioni per cui si tende a fare la forchetta il più leggera possibile ed in questo prospettiva il cercare di limitarne la lunghezza potrebbe rappresentare un viatico per raggiungere più facilmente questo obbiettivo.

Solo considerazioni mie che potrebbero essere sbagliate o di nessuna consistenza.... ""==""

Cordialità.
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Re: Orologio con scapp. coup perdu e remontoir (terminato)

Messaggio da Guido » domenica 27 novembre 2016, 9:38

Affacciatomi da poco a questo mondo non posso che leggere con interesse ciò che si dice, nella costruzione del mio primo pendolo "legnoso" alla fine sono stato rigorosamente a disegno anche per la forchetta, avevo però costruito una forchetta parecchio piu lunga che poi ho sostituito in virtù del fatto che mi sembrava causasse dell'atrito sul pendolo stesso. Forse l'attrito era dato dalla fisicità massiccia o non sufficientemente levigata della forchetta o forse proprio per ciò che voi esponete in questa discussione... boh <_<_
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Re: Orologio con scapp. coup perdu e remontoir (terminato)

Messaggio da pendolum » domenica 27 novembre 2016, 16:27

Ciao Guido, non so se è il caso del tuo orologio, ma normalmente il problema di attrito tra forchetta e pendolo dipende molto dalla distanza dei loro centri di oscillazione.

Infatti se il centro di oscillazione della forchetta (il suo fulcro) non è alla stessa altezza del centro di oscillazione del pendolo (di solito circa nel mezzo della lamina di sospensione) si produce sfregamento tra forchetta e pendolo in quanto il loro moto descrive archi diversi.
Siccome difficilmente si riescono ad allineare costruttivamente i 2 centri di oscillazione un po' di attrito c'è sempre. Se il pendolo e la forchetta anziché toccarsi in un punto si toccano su superfici ampie e rugose anche l'attrito aumenta...

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Re: Orologio con scapp. coup perdu e remontoir (terminato)

Messaggio da carlo » martedì 13 dicembre 2016, 9:22

( terminato)....(terminato)....si fa presto a scrivere terminato, ma poi... ""==""

Non so per quale magica alchimia :lol: l'orologio abbia funzionato per un paio di giorni quando poi ho deciso di smontarlo completamente per pulirlo.
Da quando l'ho rimontato esso si è rifiutato categoricamente di funzionare per un tempo mai superiore ad un paio d'ore. $£"&&

Instancabilmente TUTTI i giorni ( oramai ne sono trascorsi una quindicina) ho apportato delle modifiche ( parte delle quali avevo comunque in mente) per non ottenere nessun risultato tangibile : continuiamo a ripeterci che il bello del nostro hobby è la perseveranza ...e quella non sembra proprio mancarmi , ma il vedere un orizzonte di luce più splendente , certamente sarebbe di incoraggiamento . ""==""

Credo di poter affermare che il peccato originale nella costruzione di questo orologio risieda nella mia inesperienza: nell'aver dimensionato, nel timore di renderli alquanto deboli, i pivot degli assi (nella parte superiore del movimento) troppo grandi quando invece avrebbero essere sottilissimi e, meglio ancora, se ospitati in dei rubini.

Penso che gran parte dell'energia messa a disposizione dal peso motore ( la cui funzionalità è ridotta della metà in quanto è presente un rinvio con una carrucola) vada persa in attriti quando, fra l'altro, essa è deputata anche ad alzare il piccolo contrappeso che tiene in tensione la corda ( inset nella foto qua sotto) ....ma sopratutto il pesante leverismo (A) di sgancio della ruota che libera la ricarica del peso motore. si veda l'immagine qua sotto <a>

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Infatti , il peso motore scendendo:
  • 1) deve vincere gli attriti presenti nel treno della parte superiore dell'orologio e, non ultimo [[] , deve consegnare un impulso al pendolo.
    2) deve alzare il contrappeso che tiene in tensione la corda.
    3) deve alzare la pesante leva che sgancia il piolino che mette in movimento la ricarica del peso motore stesso.
    4) deve vincere gli attriti che si formano tra il piolino appena citato e la leva che si allontana strisciandoci sopra.
    5) deve vincere altri attriti che per semplicità non ho menzionato.
Forse non interesserà a molti, ma nella presunzione che il descrivere i fatti possa aiutarmi a capire dove sbaglio, continuerò questa sera questa mia analisi ...ma anche nella speranza che questo diario possa essere di piacevole lettura anche per altri... :lol: :lol:

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Re: Orologio con scapp. coup perdu e remontoir (terminato)

Messaggio da pendolum » martedì 13 dicembre 2016, 11:11

mmhmm... è sempre molto difficile fare supposizioni senza avere l'orologio a portata di mano... :():

Così su 2 piedi mi verrebbe di dire che bisognerebbe ricontrollare la forza con cui il piolino di ricarica preme sull'arpione. Dal video che avevi postato sembra che prema con molta forza. Non so se questa forza sia indispensabile per sollevare il peso. Ma se così non fosse la ridurrei al minimo.

Secondo poi tra le perdite di energia dovute alla corda non hai menzionato la guida che hai realizzato per non far attorcigliare la corda. Visto che la corda in assenza della guida tende ad uscire dalla carrucola direi che la corda sfrega abbastanza sulla guida. Magari riducendo l'altezza dell'anello ed aumentandone un po' il diametro potresti guadagnare qualcosina...

Ma sono solo supposizioni $£"&&

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Re: Orologio con scapp. coup perdu e remontoir (terminato)

Messaggio da carlo » martedì 13 dicembre 2016, 18:50

Massimo, sapevo che non mi avresti lasciato solo e per questo ti ringrazio... :lol: :lol:
pendolum ha scritto:mmhmm... è sempre molto difficile fare supposizioni senza avere l'orologio a portata di mano... :():
completamente d'accordo [[]
pendolum ha scritto:Così su 2 piedi mi verrebbe di dire che bisognerebbe ricontrollare la forza con cui il piolino di ricarica preme sull'arpione. Dal video che avevi postato sembra che prema con molta forza. Non so se questa forza sia indispensabile per sollevare il peso. Ma se così non fosse la ridurrei al minimo.
Concordo che tutti gli attriti concorrono a creare problemi , ma forse quello citato , in confronto al dispendio di energia necessaria ad alzare il peso motore, potrebbe essere considerato insignificante .
pendolum ha scritto:Secondo poi tra le perdite di energia dovute alla corda non hai menzionato la guida che hai realizzato per non far attorcigliare la corda. Visto che la corda in assenza della guida tende ad uscire dalla carrucola direi che la corda sfrega abbastanza sulla guida. Magari riducendo l'altezza dell'anello ed aumentandone un po' il diametro potresti guadagnare qualcosina...
Anche in questo caso non ho osservato una resistenza degna di nota in quanto l'anellino ha un invito che aiuta la corda a scivolare su una superficie lucida.

L'attenta osservazione degli eventi , con una perdita ( che in effetti non è una perdita) di tempo, mi ha aiutato a capire alcune cose...ed altre no ""=="" ""=="" e di queste voglio parlare nel mio prossimo messaggio.

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Re: Orologio con scapp. coup perdu e remontoir (terminato)

Messaggio da carlo » mercoledì 14 dicembre 2016, 8:50

Sono due, fra le tante, le cose che mi hanno lasciato particolarmente perplesso :():

Lasciavo l'orologio che funzionava abbastanza in ordine ed ogni volta che tornavo in laboratorio lo trovavo fermo con l'arresto del piolino che non era in contatto con esso e con la "vite-freno" di sicurezza che ( fortunatamente) premeva contro la ruota del piolino ( si veda l'immagine qua sotto) <a>

Immagine

( il pezzo di carta serve solo ad evidenziare meglio lo stato delle cose)

Vedendo quest'altra foto <a>

Immagine

si può osservare come
  • - la corda non sia uscita dalle pulegge e non abbia quindi creato intoppi ( come alcune volte è successo)
    - il peso motore si è fermato prima di entrare in contatto con la base di legno
la mia deduzione quale è stata?
  • 1 - l'arresto striscia sul piolino mosso dal contrappeso che sale
    2 - la leva di arresto libera il piolino di arresto
    3 - la ruota con il piolino non si muove ( forse a causa del peso eccessivo del peso motore) e dato che, funzionando l'orologio, il contrappeso continua a salire...
    4 - ...la vite-freno si avvicina per poi entrare in contatto, bloccandola, con la ruota del piolino
    5 - quindi la leva a "V" rimane bloccata in quella posizione
    6 - e con essa il lungo braccio del leverismo che è "legato" al contrappeso
    7 - il contrappeso non può quindi né salire né scendere
    8 - di conseguenza anche il peso motore non può più scendere
    9 -.......l'orologio, venendo a mancare l'energia per l'impulso al pendolo, si ferma >>||<< >>||<<
Sembrerebbe una disamina soddisfacente ma....ma, se manualmente libero le leve da questo stato di blocco, l'orologio riprende a funzionare e il peso motore viene nuovamente alzato con vigore....in totale contraddizione con il mio presupposto #3

Prima di approfondire questo argomento, lasciando così il tempo per comprenderlo a chi desidera seguirmi in questa mia avventura :lol: , desidero parlarvi di un'altra mia incomprensione ( nel mio prossimo messaggio) .

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Re: Orologio con scapp. coup perdu e remontoir (terminato)

Messaggio da Guido » mercoledì 14 dicembre 2016, 13:30

Dispiace che non funzioni a dovere, c'è di buono che mi sono appassionato a leggere i post che ne seguono... scusami Carlo ""==""
Ora dico una banalità, da noi in montagna anticamente si usavano fune e rinvii per recuperare il legname, le funi erano regolarmente ingrassate per mantenere fluidità di lavoro... non è che magari puo aiutare anche nel tuo caso?
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