Compensazione pendolo

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Andrea Bizzi
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Compensazione pendolo

Messaggio da Andrea Bizzi » lunedì 24 aprile 2017, 15:18

Da un po' di tempo sto considerando il problema di un orologio con pendolo a compensazione ( gridiron ). Più esattamente un 4 colonne con movimento parigino e pendolo con lente riccamente lavorata. In questi casi sia la massa dell' asta ( ovvero del sistema a griglia ), sia della lente ( sbalzata e spesso riempita internamente di piombini ) non sono trascurabili e concorrono alla definizione del periodo di oscillazione ( che ovviamente in questo caso non è quella del pendolo semplice, ma di quello fisico ).

Il mio dubbio è che un orologio, anche nel funzionamento " ottimale " ( perfettamente revisionato, lubrificato, a bolla, senza correnti d' aria, " pietrificato nella struttura portante del mobile in modo che la macchina non si inclini e lavori sempre nella stessa condizione, assenza di vibrazioni ambientali del supporto, etc. ), risente di tanti fattori, come ad esempio il range di funzionamento della molla ( nell' arco della sua riserva di carica media, diciamo 2 settimane, a molla carica l' orologio tende ad avanzare ed a molla quasi scarica esso tende a ritardare ) che a mio avviso sono ben più importanti della dilatazione termica dell' asta.

Ho provato a fare un caso concreto, tanto per ragionare con quantità esatte. Considerando:
- 70 battiti al minuto,
- lunghezza asta circa 18 cm,
- incremento di temperatura di addirittura 10°C,
avrei un ritardo teorico di circa 5 secondi al giorno. I quali sono ampiamente INFERIORI agli errori prodotti dai fattori sopra elencati.

Inoltre, la dilatazione termica provocherebbe una variazione del momento di inerzia ( infatti la griglia, magari con 9 astine e varie congiunzioni orizzontali si dilata sia verso il basso che verso l'alto, proprio per la voluta compensazione ) ed anche un cambiamento del centro di massa del sistema asta e del pendolo fisico nel suo complesso.

La mia domanda è in conclusione: a cosa serve *realmente* un pendolo compensato per orologi da tavolo? La compensazione infatti mi eliminerebbe in teoria un errore di 5 secondi al giorno ( al massimo: la variazione giornaliera di 10 °C è altamente improbabile ), quando poi " intrinsecamente " tutta la meccanica della macchina me ne introdurrebbe altri.

Sono molto curiosi di avere un pare di esperti. Io ho fatto solo ragionamenti elementari di fisica da liceo...

Andrea

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guidomaria
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Re: Compensazione pendolo

Messaggio da guidomaria » lunedì 24 aprile 2017, 15:57

I tuoi ragionamenti sono assolutamente corretti, infatti non ho mai visto un orologio da tavolo a molle con un compensatore realmente funzionante,

Lo vedo più utile su di un orologio a pesi. Tieni però presente che la variazione termica che si poteva avere all'interno di una abitazione 100 anni fa i. Francia o Germani, era di certo almeno il doppio di quell da te considerata.

Non sono d'accordo invece con la necessità di applicare le formule del pendolo fisico a questo caso nel quale, per l'assialità dei diversi baricentri conviene ancora la formula del pendolo puntuale.
Sono

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toni
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Re: Compensazione pendolo

Messaggio da toni » lunedì 24 aprile 2017, 18:14

infatti è solo per una questione di estetica. La stessa cosa si può osservare in certe comtoise.
Cordiali saluti
Toni

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guidomaria
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Re: Compensazione pendolo

Messaggio da guidomaria » lunedì 24 aprile 2017, 19:55

Sei sicuro che il tuo compensatore sia funzionante e non solo estetico? Foto?

Mi interesserebbe perchè sarebbe il primo che vedo.

Tuttavia credo che alcune pensole da tavolo "notarili" avessero il compensatore a mercurio realmente funzionante ... non so se lo associassero ad altre raffintatezze come conoide oppure fosse solo, come si direbbe oggi, un argomento di marketing.

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carlo
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Re: Compensazione pendolo

Messaggio da carlo » martedì 25 aprile 2017, 10:41

guidomaria ha scritto:Sei sicuro che il tuo compensatore sia funzionante e non solo estetico? Foto?

Mi interesserebbe perchè sarebbe il primo che vedo.

Tuttavia credo che alcune pendole da tavolo "notarili" avessero il compensatore a mercurio realmente funzionante ... non so se lo associassero ad altre raffinatezze come conoide oppure fosse solo, come si direbbe oggi, un argomento di marketing.
Io penso che le compensazioni per l'errore dovuto al cambiamento di temperatura riguardante questo tipo di orologi non possa essere affidabile.

Quasi sicuramente non esiste sincronia fra la variazione della lunghezza di una sottile asta di acciaio e quella di una consistente ( in confronto) quantità di mercurio contenuta nelle ampolle.
Così potrebbe verificarsi il caso che mentre l'asta incomincia a diminuire la sua lunghezza a causa di una riduzione della temperatura, la grande massa del mercurio non riesca ad adattarsi con la stessa repentinità al cambiamento di temperatura e continui ( diciamo) ancora per un pò a dilatarsi.

In buona sintesi quello che un GRANDE esperto di orologi... ""=="" ""=="" :lol: :lol: ha scritto in internet:
Il limite di questa compensazione? La grande massa di mercurio contenuto nel vetro risente della variazione di temperatura molto più lentamente rispetto alla sottile barra di acciaio di cui è costituita l'asta del pendolo.
:lol: :lol: :lol: :lol:

Cordialità.
Carlo
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cchiù lluonga è a pinsata, cchiù granni è a minchiata :lol:
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Re: Compensazione pendolo

Messaggio da guidomaria » martedì 25 aprile 2017, 11:00

Quindi era solo un buon argomento di marketing :-D

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Andrea Bizzi
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Re: Compensazione pendolo

Messaggio da Andrea Bizzi » mercoledì 26 aprile 2017, 10:50

guidomaria ha scritto:Sei sicuro che il tuo compensatore sia funzionante e non solo estetico? Foto?

Mi interesserebbe perchè sarebbe il primo che vedo.

Credo si tratti solo di compensatore estetico, ma sono assai curioso di avere da voi la conferma:
Impero Parigino 20-06-16_DSC002_LR.jpg
Pendolo a compensazione?
Impero Parigino 20-06-16_DSC002_LR.jpg (70.54 KiB) Visto 1050 volte
( si tratta del pendolo della mia parigina R&H, tema di un altro mio post ).
Per quanto riguarda i gradi di libertà: l' asta centrale ( che è poi sospesa meccanicamente alla macchina ) scorre liberamente ( se afferro la lente e la muovo manualmente ). Essa è ovviamente solidale con la vitina orizzontale ( quella che consente la regolazione dell' altezza della lente ).

Sempre l' asta centrale è solidale con la barretta orizzontale corta ( ad essa punzonata ), che ha delle cavità che abbracciano le 4 aste verticali adiacenti a quella centrale ( 2 a sx e 2 a dx ).

Le 2 aste più esterne in ferro sono solidali con le 2 barre orizzontali lunghe e con il quadrato che a sua volta è un corpo unico con la lente.

Alcune delle aste verticali intermedie possono ruotare liberamente ( hanno un piccolo gioco rispetto alle barre orizzontali lunghe ).

Secondo me con la dilatazione non c' è compensazione, anche perché, rispetto al classico sistema tipo Harrison, mancherebbe una delle barrette orizzontali che servirebbero per la dilatazione di due aste. Non c' era ( e non so se ci fosse e sia andato perso o se non ci sia mai stato ). L' unica cosa sicura è che con la dilatazione l' asta centrale si allunga e conseguentemente la lente si abbassa. Ma nello stesso tempo si dilata anche la griglia nel suo complesso ( cambiando teoricamente il momento di inerzia dell' intero sistema ).

Alcuni venditori dichiarano che sistemi di questo tipo sono veri compensatori.

Grazie dei commenti!

Andrea

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guidomaria
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Re: Compensazione pendolo

Messaggio da guidomaria » mercoledì 26 aprile 2017, 16:33

È' solo estetico

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